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Radiologi e Radiographers: una questione “invisibile”. #adessonewsitalia

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Qual è il ruolo dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica nel campo della diagnostica per immagini nella sanità moderna italiana?

Il 50° Congresso Nazionale della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica SIRM, che raccoglie 12.000 medici specialisti, è in svolgimento a Roma dal 6 al 9 Ottobre 2022 [LINK], mentre il 19° Congresso dell’altra principale professionalità attrice nella diagnostica per immagini e radioterapia, la FNO TSRM PSTRP, rappresentante una comunità di 50.000 professionisti laureati – i Tecnici di Radiologia – si è appena concluso, dal 23 al 25 settembre.

Visto l’indiscusso ruolo chiave della Diagnostica per Immagini nel moderno panorama sanitario Italiano, alcune dichiarazioni già rilasciate d’ambo le parti meritano opportuna riflessione.

A Quotidiano Sanità il Presidente Sirm Vittorio Miele [LINK] tra altre cose, afferma:

«Abbiamo ormai già raggiunto in tutto il mondo una richiesta pletorica di esami che non servono a prendere decisioni utili ai pazienti …»

«Oggi in Medicina sarebbe impensabile assumere decisioni cliniche terapeutiche senza il supporto dello specialista Radiologo e della tecnologia che questi utilizza.».

Dalla chiusura del congresso dei Tecnici è disponibile online un cortometraggio: “Umana professionalità: la storia, la crescita e le conquiste dei TSRM”.

Qua è prevista la visualizzazione di un video Youtube, ma non può essere visualizzato perché non hai dato il consenso all’istallazione dei cookie di tipo Marketing. Se vuoi visualizzare questo video devi dare il consenso all’installazione dei cookie Marketing. Vai nelle Impostazioni cookie e abilita i cookie Marketing.

Nel video si distinguono gli interventi di alcuni protagonisti di ieri e di oggi, in particolare di Giuseppe Brancato (VI Presidente FNCTSRM), che lancia quasi uno slogan di «Innovazione e integrazione» dell’intero evento congressuale:

«… dobbiamo superare le AUTONOMIE PROFESSIONALI e favorire un’organizzazione multidisciplinare, perché solo la conoscenza del lavoro e delle competenze altrui può favorire il dialogo interdisciplinare e la conoscenza degli ambiti operativi» …;

di Alessandro Beux (VII Presidente FNCTSRM, nonché «traghettatore» «dalla Federazione di Collegi a quello che oggi è l’Ordine»):

«… RITENEVO che l’autorevolezza della professione NON PASSASSE DAL RICONOSCIMENTO NORMATIVO, ma dal modo in cui riusciva a testimoniarsi nel quotidiano, quindi dalla sua competenza»

e di Massimiliano Contesini (Presidente Ordine TSRM e PSTRP di Modena – Reggio), che narrando del V Presidente FNCTSRM, riferisce:

«Giuseppe Giordano dal 2000 al 2003 subentra a Natalino Bordigoni per le dimissioni di quest’ultimo. La Federazione Nazionale e in particolare il Presidente sono chiamati A PRESIDIARE l’applicazione del nuovo decreto sulla radioprotezione per le esposizioni mediche, la “187” , oltre che a PRESIDIARE l’innovazione tecnologica che sta subentrando fortemente all’interno delle radiologie. CREDEVA che l’innovazione tecnologica potesse essere affrontata UNICAMENTE con la valorizzazione e la formazione dei giovani tecnici di radiologia.».

Malgrado queste affermazioni possano apparentemente risultare in linea tra loro, un breve excursus storico recente può aiutare a comprendere meglio questo ambito professionale:

Anzitutto va chiarito che sin dagli albori del loro utilizzo, le tecnologie radiologiche e di radioterapia sono state campo professionale dei Tecnici e non dei Medici; questo più per scelta di questi ultimi, perché per diverse ragioni ritenevano di doversi concentrare più sulla mera diagnosi, aspetto peraltro sempre più enfatizzato e reso più complesso a causa della massiva introduzione delle tecnologie della digitalizzazione e della informatizzazione in medicina ed in particolare proprio nella diagnostica per immagini.

Nell’anno 2000, l’interpretazione normativa di una delle tante direttive della Comunità europea dell’energia atomica (Euratom), ha fatto sì che non soltanto un nuovo concetto, quello della “giustificazione”, istituito proprio per limitare quella “pletorica richiesta”, fosse posta in capo al (solo) medico radiologo, ma che allo stesso soggetto fosse posta anche la titolarità di un altro nuovo concetto introdotto, che però non serviva al medesimo scopo: quello della “ottimizzazione”, ossia perseguire la finalità – affatto nuova – di mantenere le dosi di radiazione al livello minimo necessario a fornire un risultato valido; in ordine a ciò il medico radiologo è stato anche (erroneamente) visto come colui che conduce le procedure per l’acquisizione delle immagini, che prepara il paziente anche sotto il profilo informativo e che in generale si occupa di tutte le procedure diagnostiche e terapeutiche.

Entrambe le competenze (di conferma del trattamento richiesto dal medico prescrivente e di esecuzione di tali procedure diagnostiche e terapeutiche) però fino all’anno 2000 erano condotte principalmente in autonomia dal TSRM, ovvero anche in eventuale mutua collaborazione tra il TSRM ed il medico radiologo.

A questo punto a chiunque verrebbe da chiedersi: ma se TUTTE queste cose le fa il medico radiologo, allora il TSRM cosa fa?

La risposta a questa domanda è: No, è sempre il TSRM che fa QUELLE COSE.

Questa irrisolta, confusa commistione normativa di un legislatore forse distratto o poco edotto di come funzioni la sanità, ha avuto anche la s-fortuna di NON porsi come elemento di immediata rottura, in quanto le cose hanno per buon tempo continuato a funzionare come funzionavano e tutt’ora funzionano, probabilmente perché effettivamente troppo radicate nelle mutue coscienze professionali.

Ciò non ha evitato però che il “danno” non si presentasse in tutta la sua gravità: nel 2013 partono le prime denunce per esercizio abusivo della professione di medico specialista contro dei TSRM che null’altro stessero facendo se non il loro lavoro, che però quella norma ha scritto lo fa qualcun altro …

Di lì in poi, a parte i processi che non porteranno a nulla, compreso la perseveranza di una norma irreale, si sono invece “materializzate” quasi all’improvviso ogni conseguenze d’ordine professionale: da una parte l’effettivo ANNULLAMENTO del ruolo formale giuridico del Radiographer, dall’altro un “irrigidimento” della classe dei medici radiologi, CHE NON HA MAI ACCETTATO l’errore normativo tutto Italiano in suo vantaggio. A dimostrare tale “bradipsichismo” normativo valga che anche la emissione della norma collegata, assai impropriamente definita “linee guida” (perché le “linee guida” in sanità sono ben altra distinta cosa) che doveva attuare la norma stessa e che viene pubblicata in GU SOLO 15 ANNI DOPO IL D. LGS. 187/00.

Verrebbe da attendersi che però a questo punto la classe professionale danneggiata abbia preso finalmente consapevolezza dello status quo e si organizzi a definire strategie e scelte per riequilibrare siffatto scenario; ed invece non è successo nulla o quasi nulla: semplicemente se dall’altra parte non si accettava l’errore normativo, da quella parte LO SI È ACCETTATO SUBENDOLO, sviluppando come effetto collaterale un particolare complesso di inferiorità, all’interno del quale si propone un risentimento solo borbottato che peggiora ulteriormente la situazione: da una parte si vorrebbero rivendicare le proprie competenze ma dall’altra si è troppo “timidi” per farlo, forse per scarsa consapevolezza ed autostima professionale.

Risultato: la procedura di giustificazione non viene attuata (nessuno la chiede e nessuno controlla … ), mancando completamente nel suo scopo, mentre pure l’ottimizzazione continua ad essere operata teoricamente “illegittimamente” dal TSRM … mentre i medici radiologi continuano nella loro attività prediletta, autodefinita «lettura delle figurine».

Stante quanto sopra, a parte l’unico fattor comune delle dichiarazioni dei rappresentanti istituzionali, ossia essere per diverse ragioni TUTTE SBAGLIATE, in particolare, vista la duplice ragion d’essere di un Ordine/Collegio Professionale: da un lato, TUTELARE GLI ISCRITTI; dall’altro, proprio attraverso la DIFESA della professionalità, TUTELARE LA COLLETTIVITÀ, nel caso del d. lgs. 187/2000 la tutela e difesa della professionalità, nonché della tanto decantata “valorizzazione”, andavano esercitate in un unico modo: attraverso una richiesta di verifica di legittimità, dinanzi alla Corte Costituzionale, giacché il nuovo dispositivo effettivamente andava a ledere la sfera di competenza di una figura professionale già precipuamente individuata dalla norma di legge. La stessa cosa poteva essere fatta nel merito del d. lgs. 101/2020, sostituivo del precedente. Questo perché attribuire i precetti di legge di giustificazione ed ottimizzazione delle procedure radiologiche, che non hanno corrispondenza in altri ambiti per la giusta ragione del “rischio radiologico”, ai medici radiologi, ha significato rendere i TSRM degli ANALFABETI proprio in ambito professionale …

ciò che risulta più surreale è che all’interno di entrambe gli eventi rappresentativi questa “questione radiologica” rimanga, quasi al pari delle radiazioni impiegate in radiologia, “invisibile”, mentre la FNO TSRM e PSTRP celebra pomposamente la propria forse un po’ “impalpabile” “Umana professionalità”, ormai rassegnata di aver definitivamente perso il riconoscimento giuridico di quelle stesse qualità che invece rendono la SIRM «la sola Società rappresentativa di una realtà così decisiva sia per gli aspetti sanitari sia per quelli di macroeconomia, come la Diagnostica per Immagini e la Radiologia Interventistica.».

Se la tecnologia utilizzata in radiologia è così importante, allora sarebbe anche ora, nel primario interesse dei pazienti/utenti, di risolvere questa questione invisibile, di risolvere l’incomunicabilità di due branche professionali così importanti, di sgombrare il campo da ogni equivoco normativo e di attestare alla collettività CHI FA CHE COSA nelle quasi 1500 strutture di diagnostica per immagini presenti nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private accreditate.

Al contempo sarebbe anche giusto rendere dignità professionale e vera “conquista” ai TSRM che, in qualità di personale laureato in Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia non soltanto sono coloro che utilizzano quelle tecnologie cui fa riferimento la SIRM, ma possono benissimo occuparsi ANCHE di ogni livello di giustificazione degli esami in ordine a calmierarne ogni pletorica richiesta.

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