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Tetto al contante: sale a 5mila euro dal 1° gennaio 2023 #adessonewsitalia


Il tetto al contante, per il quale quest’anno era previsto un abbassamento a 1.000 euro (poi revocato), passerà a 5 mila euro dal 1° gennaio 2023. La novità doveva essere contenuta all’interno del Decreto Aiuti Quater, in base a quanto annunciato nel comunicato stampa a margine del Consiglio dei ministri del 10 novembre scorso. Tuttavia, riscontrata la non urgenza della misura, condizione necessaria affinché una disposizione sia inserita in un Decreto-legge, questa è stata stralciata dal provvedimento in arrivo.

La proposta, rassicura la Lega, sarà comunque contenuta all’interno della prossima Legge di Bilancio. L’innalzamento del tetto al contante è infatti un tema su cui il partito di Matteo Salvini ha sempre fatto pressing, depositando un primo disegno di legge già all’avvio della nuova Legislatura.

Il tetto in questione, visto come misura per contrastare l’evasione fiscale, è stato più volte rimaneggiato negli anni: nel 2016 era stato fissato a 3.000 euro, per poi scendere a 2.000 nel 2020 e a 1.000 euro nel 2022. Tuttavia, con un emendamento approvato durante la conversione del Dl Milleproroghe di quest’anno, la riduzione a 1.000 euro è stata posticipata al 2023.

Adesso, con il centrodestra compatto su una revisione del tetto, la soglia passa da 1.000 a 5mila euro, a partire dal 1° gennaio 2023.

Tetto al contante: quando si applica Il tetto al contante rappresenta un limite all’uso del contante per determinate transazioni, superato il quale scattano le sanzioni. Le transazioni soggette al tetto al contante sono le seguenti:

  • trasferimento di denaro contante in euro o in valuta estera,
  • Trasferimento di titoli al portatore in euro o valuta estera,
  • libretti di deposito bancari o postali al portatore;
  • effettuati a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche. Per trasferimento di denaro contante si intendono anche i normali acquisti quotidiani di beni e servizi. Il divieto opera anche per i pagamenti frazionati artificiosamente, per esempio quando per un pagamento da 10mila euro si effettuano diverse transazioni in contanti sotto la soglia (attualmente di 2.000 euro). Dei pagamenti possono essere giudicati artificiosamente frazionati se:

  • vengono fatti con cadenza prestabilita e per un circoscritto arco di tempo;
  • quando non è possibile stabilire l’arco di tempo di riferimento ci si riferisce a quello indicato dalla legge, 7 giorni.
  • Sono invece consentiti i pagamenti misti, ovvero effettuati una parte in contanti e una parte con pagamento elettronico. Per esempio, un bene dal valore di 3.000 euro può essere tranquillamente acquistato attraverso un pagamento di 1.500 euro in contanti e di 1.500 euro tramite carta di credito o bonifico. Infine, restano esclusi dal tetto i prelievi e i versamenti in banca o in posta. Questo perché, in questo caso, non avviene una transazione tra privati ma un’operazione con il proprio istituto di credito. Tetto al contante: la situazione attuale Come anticipato, attualmente la soglia massima per i pagamenti in contanti è di 2.000 euro. Il Dl 124/2019 aveva stabilito che a partire dal 1° gennaio 2022 questo dovesse venire ridotto fino a 1.000 euro. La misura è stata poi rinviata al 1° gennaio 2023 da un emendamento al Decreto Milleproroghe ha rinviato, salvo poi essere revocata. Se nulla fosse cambiato quindi, avremmo avuto anche il prossimo anno il tetto a 1000 euro per i pagamenti cash. Invece no. Le proposte di Lega e centro-destra sono state accolte. E così il tetto verrà innalzato con la prossima Legge di Bilancio. Tetto al contante a 5mila euro dal 2023 Promosse a pieni voti le proposte della Lega, sostenute anche dagli altri partiti della coalizione di centrodestra. Quindi il tetto al contante viene rivisto a novembre 2022, ma entrerà in vigore da gennaio 2023. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sostenuto la proposta durante l’intervento al Senato che ha preceduto il voto di fiducia.

    Secondo Meloni, infatti, non c’è correlazione tra intensità del limite del contante e diffusione dell’economia sommersa. Anzi, citando la Banca Centrale Europea, il limite all’utilizzo del denaro contante penalizzerebbe proprio i più poveri. Inoltre ha ricordato come la Germania, Paese al quale si guarda come riferimento economico, non abbia uno strumento di questo tipo.

    Detto ciò quindi a partire dal 1° gennaio 2023 si potranno pagare in contanti acquisti fino a 5mila euro, e non più fino a 2mila.

    Tetto al contante: le sanzioni Chiunque aggiri il divieto in questione rischia una sanzione fino a:

  • 1.000 euro per i privati cittadini che superano il tetto
  • tra 3 mila e 15 mila euro per i professionisti che superano il tetto.
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