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Conformità ai CAM per arredi interni, rifiuti urbani ed edilizia: tutte le novità a partire da dicembre 2022 #adessonewsitalia

Prima di proseguire con il nostro approfondimento è importante fare una precisazione: non esiste una certificazione CAM, ma diverse certificazioni ambientali che permettono di dimostrare la propria conformità ai CAM. Conosciamo i dettagli dei decreti pubblicati ad agosto dal Ministero della Transizione Ecologica (MiTE), oggi denominato Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

I criteri ambientali minimi garantiscono la riduzione degli impatti ambientali correlati agli edifici, ai servizi e ai beni della pubblica amministrazione. Le imprese che intendono partecipare a gare di appalto pubbliche e diventare un fornitore della PA devono necessariamente dimostrare di rispettare i CAM, anche attraverso le certificazioni ambientali. Scopriamo le novità in materia di rifiuti urbani, arredi interni ed edilizia in vigore da dicembre.

Criteri ambientali minimi: i decreti ministeriali pubblicati in estate

Agosto 2022 è stato un mese ricco di novità interessanti per i CAM degli appalti pubblici. Il MiTE ha pubblicato ben tre decreti ministeriali per l’aggiornamento di diversi criteri ambientali minimi:

  • Il DM pubblicato nella G. U. n. 182 del 5 agosto 2022 per l’affidamento del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, del servizio di pulizia e spazzamento stradale, della fornitura dei relativi veicoli e dei contenitori e sacchetti per la raccolta dei rifiuti urbani;
  • Il DM pubblicato nella G. U. n. 184 dell’8 agosto 2022 per la fornitura, il servizio di noleggio e il servizio di estensione della vita utile di arredi per interni;
  • Il DM pubblicato nella G. U. n. 183 del 6 agosto 2022 per l’affidamento del servizio di progettazione e dei lavori di interventi edilizi.

CAM rifiuti urbani e spazzamento

Il nuovo Decreto aggiorna i CAM precedenti relativi alla gestione dei rifiuti urbani ed abroga il DM del 13 febbraio 2014. Sarà in vigore dal 3 dicembre 2022.

Questo Decreto individua i criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, della pulizia, dello spazzamento e di altri servizi di igiene urbana, della fornitura di contenitori e sacchetti per la raccolta dei rifiuti urbani, della fornitura di veicoli, di macchine mobili non stradali e di attrezzature per la raccolta e il trasporto di rifiuti e per lo spazzamento stradale.

Gli obiettivi del nuovo decreto sono molto chiari:

  • Prevenire la produzione di rifiuti attraverso la sensibilizzazione degli utenti e la promozione dello scambio e del riuso;
  • Ridurre gli impatti del trasporto di rifiuti urbani, mediante la riduzione del peso dei rifiuti trasportati e soluzioni conformi a tale finalità come l’ottimizzazione dei percorsi, il compostaggio di prossimità, uso di mezzi tecnologici;
  • Massimizzare la quantità e la qualità della raccolta differenziata;
  • Diffondere beni riciclabili e caratterizzati da materiale riciclato, attraverso la promozione di filiere del riciclo e l’acquisto di contenitori e sacchetti in materiale riciclato e riciclabili.

Sono attribuiti punteggi aggiuntivi, utili ai fini dell’appalto, agli operatori economici che dimostrano di rispettare i criteri premianti individuati per ogni singolo servizio, destinati a chi ad esempio:

  • si impegna a realizzare e consegnare un piano di svecchiamento della flotta veicoli durante l’esecuzione dei lavori;
  • dispone di un sistema di rilevamento satellitare o superiori per i veicoli per la raccolta e il trasporto di rifiuti, capace di rilevare la posizione del mezzo, la trasmissione e la registrazione (su server remoto) del tracciato del percorso in itinere e quelli effettuati sino a 60 giorni precedenti, nel rispetto dei dati personali e in conformità al regolamento Ue 2016/679;
  • propone contenitori stradali e domiciliari, cestini stradali e compostiere in plastica costituiti da percentuale di plastica riciclata superiore alle percentuali minime, da dimostrare con la certificazione ReMade in Italy o Plastica Seconda Vita;
  • offre sacchi e sacchetti in plastica costituisti da plastica riciclata certificata derivante da raccolta differenziata di rifiuti urbani per almeno il 30% della miscela, da dimostrare con certificazione ReMade in Italy o Plastica Seconda Vita.

CAM arredi interni

Il Decreto pubblicato in gazzetta ufficiale l’8 agosto 2022 entrerà in vigore il 6 dicembre e dispone i criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di fornitura, noleggio ed estensione della vita utile di arredi interni.

L’obiettivo madre del Decreto è la riduzione dell’impatto ambientale degli arredi interni. Scopo che il Ministero intende raggiungere attraverso la promozione dell’eco-progettazione degli arredi interni, l’uso di materiali rinnovabili o riciclati, la modularità e il disassemblaggio dei componenti per il recupero delle parti da reimpiegare come ricambio o riciclo dei materiali degli impianti.

L’eco-progettazione degli arredi interni è fondamentale per ridurre l’impatto ambientale di questi elementi, essenzialmente legato a materiali e componenti utilizzati, all’impiego delle sostanze chimiche per i rivestimenti e al consumo di energia dovuto alla polimerizzazione dei materiali plastici.

Questo Decreto, inoltre, introduce un nuovo capitolo per l’affidamento del servizio di estensione della vita utile dell’arredo, promuovendo azioni di riparazione o donazione degli arredi usati al fine di provvedere al disassemblaggio delle parti, al riciclo del materiale recuperato e al loro reinserimento con minori sprechi e minori esternalità.

Il Decreto comprende una tabella di arredi a cui si devono applicare i CAM e due interessanti sezioni a supporto degli operatori economici, una relativa all’eco-progettazione e una riguardante i requisiti fisici di qualità e le sostanze pericolose.

Come indicato tra i criteri premianti, gli operatori economici che dimostrano di possedere determinate caratteristiche e relative attestazioni possono ottenere un ulteriore punteggio premiante, utile ai fini dell’aggiudicazione dell’appalto.

Eccone alcune:

  • Possesso di sistemi di gestione ambientale, registrazione EMAS o certificazione UNI EN ISO 14001;
  • Offerta di arredi: progettati secondo principi di modularità; a basso contenuto di formaldeide; con imbottiture realizzate con additivi ritardanti di fiamma non alogenati;
  • Offerta di arredi con prodotti tessili per il rivestimento caratterizzati da materiali riciclati, da provare mediante attestazioni come:
  1. Dichiarazione ambientale di prodotto di tipo III (EPD)
  2. Certificazione ReMade in Italy
  3. Certificazione Plastica Seconda Vita
  • Possesso di etichette ambientali Marchio Ecolabel Ue.

CAM Edilizia 2022

Il nuovo Decreto CAM edilizia entrerà in vigore il 4 dicembre 2022 ed abroga il precedente DM dell’11 ottobre. Le disposizioni del Decreto Ministeriale sono da applicarsi ai bandi di gara della pubblica amministrazione per i servizi di affidamento del servizio di progettazione, dei lavori di interventi edilizi e per l’affidamento del servizio congiunto di progettazione ed esecuzione lavori.

Il DM aggiorna specifiche tecniche, criteri ambientali minimi, clausole contrattuali e introduce aspetti inediti, tra cui la valutazione dei rischi ESG. Nella guida CAM Edilizia realizzata dalla nostra redazione forniamo tutti i dettagli, ma ecco qualche importante anticipazione.

Relazione CAM: documento nuovo e obbligatorio

La relazione CAM debutta per la prima volta nel DM CAM edilizia quale documento obbligatorio che ogni aggiudicatario deve presentare per illustrare, motivare e dimostrare il rispetto di ogni singolo CAM indicato del Decreto.

Percentuale di riciclato, recuperato o di sottoprodotti: ammesse più attestazioni

Viene ampliata la lista delle certificazioni ammesse come mezzo di prova per dimostrare la percentuale di materiale riciclato, recuperato o di sottoprodotti contenuta in materiali e prodotti da costruzione. Dal 4 dicembre 2022 sarà possibile utilizzare a questo scopo:

  • La certificazione EPD conforme alle norme UNI EN ISO 14025 e UNI EN ISO15804;
  • La certificazione ReMade in Italy;
  • La certificazione Plastica Seconda Vita;
  • Per i prodotti in PVC, la certificazione di prodotto basata sui criteri 4.1 e 4.2 del marchio VinyPlus Product Label;
  • La certificazione di prodotto basata sulla tracciabilità dei materiali e sul bilancio di biomassa;
  • La certificazione della conformità nel rispetto della prassi UNI/PdR 88

La certificazione EPD è, inoltre, ammessa quale base per l’individuazione delle informazioni di disassemblaggio dei componenti, necessarie per la redazione del Piano di disassemblaggio e demolizione selettiva – o Piano di fine vita – atto a dimostrare il rispetto del relativo CAM.

Dimostra la conformità ai CAM con le certificazioni ambientali di prodotto

I criteri ambientali minimi sono requisiti la cui osservazione è necessaria per l’indizione e la partecipazione a gare di appalto pubbliche, relative alla fornitura di beni e servizi utili per la pubblica amministrazione. Sono definiti nell’ambito del Piano d’azione Nazionale per la stabilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione (PAN GPP), emanati attraverso decreti ministeriali e parte integrante di uno strumento ampio, appunto il GPP – Green Public Procurement; strumento strategico che promuove la transizione ecologica, l’innovazione tecnologica e l’evoluzione sostenibile della PA e stimola l’innovazione ambientale e sostenibile delle imprese.

Ti aiutiamo ad entrare in possesso delle certificazioni EPD e ReMade in Italy per garantirti l’accesso alle gare di appalto pubbliche e la conquista dei punteggi premianti.

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