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Fattura elettronica regime forfettario: cosa cambia dal 2023 #adessonewsitalia

Dal 1° luglio 2022 è scattato l’obbligo di fatturazione elettronica anche per le partite IVA che rientrano nel regime forfettario e regime dei minimi, con l’esclusione di coloro che non percepiscono ricavi o compensi superiori a 25.000 euro annui. Ma questa clausola resterà valida solo fino al 2024.

In un futuro ormai non più lontano, l’obbligo di emettere fattura elettronica diverrà operativo anche per i forfettari attualmente esclusi da questa imposizione. Tutti dovranno dotarsi degli strumenti necessari per inviare le e-fatture al Sistema di Interscambio (SDI) gestito dall’Agenzia delle Entrate. Per chi intendesse fare pratica, esistono software di fatturazione elettronica a cui fare affidamento e che non solo consentono di adempiere ai propri doveri, ma di usufruire di una serie di funzionalità che aumentano il controllo sulla propria attività e ne permettono una migliore organizzazione.

Obbligo fatturazione elettronica: la normativa in vigore

Per la generalità delle partite IVA, l’obbligo di fatturazione elettronica nel nostro Paese è in vigore dal 1° gennaio 2019. Tuttavia, alcune categorie hanno potuto godere di un esonero dalla fattura elettronica, tra cui i contribuenti nel regime forfettario e regime dei minimi. Per queste tipologie di partite IVA, la fattura elettronica era rimasta una facoltà: si poteva continuare con la fattura cartacea con l’unica eccezione delle fatture emesse verso la pubblica amministrazione.

Questa prima sperimentazione si è rivelata un successo per il governo italiano, che ha potuto contrastare l’evasione fiscale, ottenendo in un solo anno il recupero di oltre 2 miliardi di euro di gettito fiscale. Lo strumento ha mostrato da subito numerosi vantaggi, tanto che molti professionisti con partite IVA in regime forfettario e in regime dei minimi l’hanno adottato volontariamente.

Il governo italiano ha chiesto all’Unione europea di prorogare l’obbligo della fatturazione elettronica fino al 2024 e di estendere la platea di soggetti vincolati dalla misura anche al regime forfettario. A dicembre 2021 il Consiglio europeo ha espresso parere favorevole e ha lasciato all’Italia il compito di decidere come introdurlo, gestendo tempistiche e modalità.

Dal 1° luglio 2022 l’obbligo di fatturazione elettronica è stato esteso ai contribuenti nel regime forfettario e nel regime dei minimi, ma con una clausola di esonero dalla fattura elettrica che scadrà dal 1° gennaio 2024.

Fattura elettronica regime forfettario: quando scatta l’obbligo

L’obbligo di fattura elettronica esteso ai titolari di partita IVA nel regime forfettario e nel regime dei minimi non ha interessato tutti subito, ma solo coloro che con riferimento al periodo d’imposta precedente abbiano conseguito ricavi o compensi superiori a 25.000 euro. A prevedere questa novità, è stato il decreto – legge n. 36 del 2022 (c.d. decreto PNRR 2), con cui il nostro legislatore ha recepito l’autorizzazione UE all’estensione della e-fattura.

Al 1° gennaio 2023 (o già al 31 dicembre 2022) bisognerà fare di nuovo la verifica. Se i ricavi/compensi del 2022 sono superiori a 25.000 euro, nel 2023 sarà obbligatoria la fattura elettronica. Laddove i ricavi/compensi del 2022 non siano superiori a 25.000 euro, nel 2023 la fattura elettronica resterà una facoltà (tranne nel caso di fatture da emettere verso la PA).

Al 1° gennaio 2024 tutto questo decadrà in quanto, salvo cambiamenti, tutti i titolari di partita IVA nel forfettario saranno obbligati alla e-fattura a prescindere dal volume ricavi/compensi.

Come scegliere il software di fatturazione elettronica

Sul web è possibile accedere a numerosi software di fatturazione elettronica che permettono di creare, inviare, gestire e conservare fatture elettroniche nel formato richiesto dalla legge. La scelta migliore è quella di optare per l’utilizzo di un software che, oltre a permettere la creazione di fatture in formato XML, il loro invio al SDI e l’apposizione della firma digitale, offra anche servizi per una più facile organizzazione dei processi lavorativi di liberi di professionisti e imprese.

Ci sono funzioni che agevolano tutte le fasi del lavoro, dalle vendite (con l’aggiornamento dei listini e la gestione di agenti e provvigioni), all’acquisto (con la predisposizione di registri), ai pagamenti (con uno scadenziario per evitare dimenticanze), alla gestione dei clienti (grazie a utili anagrafiche), dei magazzini e dell’e-commerce, garantendo così un notevole risparmio di tempo e denaro.

Il rapporto con il commercialista, in questo quadro, resta importante. Un buon software di fatturazione elettronica deve permettere una connessione con il consulente o con lo studio commerciale, che deve avere la possibilità di accedere a dati e documenti con un semplice clic, in totale trasparenza e sicurezza.

Un software per la fatturazione elettronica deve semplificare il lavoro dell’utente e non complicarlo. Deve avere un’interfaccia intuitiva e facile da utilizzare, in cui le diverse funzionalità siano ben organizzate. È bene, inoltre, valutare le diverse modalità di accesso al software. Non sempre, infatti, si ha a disposizione un PC e si devono poter effettuare operazioni anche da dispositivi mobili.

Un software gestionale in cloud consente anche la registrazione automatica degli incassi, la disposizione di bonifici dall’account e l’invio in automatico di solleciti di pagamento, oltre all’accesso dall’app mobile, grazie a cui gestire la propria partita IVA in qualsiasi momento e luogo.

Tra i migliori c’è Libero SiFattura che offre due piani a pagamento ricchi di funzionalità: Lite a 29 euro l’anno più IVA e Pro a 49 euro l’anno più IVA. Ma per fare pratica l’ideale è il piano Basic gratuito con cui è possibile generare e ricevere fatture tradizionali ed elettroniche, gestire anagrafiche illimitate di clienti e fornitori, monitorare i report di analisi del business per tenere sott’occhio entrate e uscite, scadenze, insolvenze e tanto altro.

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