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Sanità: c’è una sola offerta per l’ospedale Felettino #adessonewsitalia

 È stata effettuata oggi la prima seduta pubblica con l’apertura delle buste per la verifica delle offerte per quanto riguarda l’appalto del nuovo ospedale Felettino della Spezia. L’offerta pervenuta è quella della Guerrato spa, società specializzata in edilizia ospedaliera nata nel 1935 con sede a Rovigo. Nei prossimi giorni la commissione si riunirà per valutare sia la parte tecnica che la parte economica del progetto. Una sola offerta per la realizzazione del nuovo ospedale del Felettino arrivò anche sette anni fa, durante la prima gara di appalto da 140 milioni che venne affidata alla ditta Pessina dall’allora giunta regionale Burlando. Seguirono la demolizione del vecchio ospedale del Felettino e la posa di una delle prime pietre che da lì ad oggi hanno punteggiato un cantiere tormentato. Ritardi nella realizzazione dell’opera, a causa di alcuni imprevisti, e alcune inadempienze che furono contestate portarono però alla fine del 2019 alla risoluzione del contratto con la ditta aggiudicataria, che presentò anche ricorso al Tar. La giunta regionale Toti nel 2020 mette a punto per il nuovo ospedale dell’ASL5 della Spezia una nuova tipologia d’appalto attraverso un project pubblico-privato che determina più di una perplessità da parte delle opposizioni per i costi: un’opera da oltre 264 milioni, coperti per 104 milioni da risorse statali, 74 mila euro dalla Regione e 86 milioni dal privato: risorse che dovrebbero essere riconosciute in 25 anni al privato dalla Asl5 con un canone di circa 16 milioni all’anno, comprese le manutenzioni. Nella nuova gara, a differenza della precedente, non è compresa la permuta dell’attuale ospedale Sant’Andrea. Sulla procedura di appalto, in relazione ai costi, il Mef si era espresso con puntualizzazioni. Il nuovo ospedale del Felettino viene atteso da decenni dagli spezzini, a fronte delle difficoltà strutturali rimarcate più volte sulla vecchia struttura del Sant’Andrea.

Toti, avere l’offerta di un’azienda è un buon inizio 
“C’è un’offerta, ora i tecnici valuteranno tutti i requisiti. Le gare sono sempre molto complesse, il mercato è difficile, molto legato agli aumenti dei prezzi. Il fatto che ci sia un’offerta di un’azienda che ha costruito molti ospedali in giro per l’Italia è un buon inizio”, dice il presidente Giovanni Toti. Ma il governatore non fa promesse sulla riapertura dei cantieri. “Mettere le mani avanti o fare previsioni nella selva dei ricorsi al Tar e dei cavilli è molto complesso, specie in una città che oggi vede un giudizio di ineleggibilità per il sindaco Bucci e venerdì un giudizio davanti al Tar per la diga. Continuo a essere ottimista e credo che, nel giro di qualche mese, potremo dare fiato a quel cantiere che è fermo da troppo tempo”.

Gratarola, buona notizia in momento difficile 
“E’ una buona notizia che una società con un profilo come quella della Guerrato Spa abbia presentato l’offerta per la realizzazione del nuovo ospedale del Felettino alla Spezia. Purtroppo il perdurare del conflitto, il rincaro delle materie prime e le incertezze future, ha impedito a tante ditte, che pure avrebbero voluto partecipare manifestando con noi la loro iniziale volontà, di presentare la loro offerta”. Così l’assessore alla Sanità Angelo Gratarola in merito all’apertura delle buste per la verifica delle offerte per quanto riguarda l’appalto del nuovo ospedale Felettino. “Auspico ora che i passaggi delle prossime settimane, con la riunione della commissione per valutare sia la parte tecnica che la parte economica del progetto, vadano a buon fine e si possa procedere all’assegnazione dei lavori al più presto possibile”.

Opposizioni ironiche: gara con un partecipante è capolavoro di Toti 
 “Oggi tutti si trovano di fronte all’amara realtà: la Liguria di Giovanni Toti ha rinunciato a parte di quei 178 milioni di finanziamento pubblico per il nuovo ospedale della Spezia, per partorire un bando capestro per l’ASL5 a cui si è presentato un solo partecipante. Quel finanziamento era ritenuto percorribile dallo stesso Toti, che venne a posare la prima pietra del nuovo Felettino il 6 ottobre del 2016. Oggi ci troviamo ad aver perso parte di quei soldi e dover fare i conti con una gara che non è andata come la Regione prevedeva”. Così Davide Natale, consigliere regionale Pd, commenta allarmato l’esito della gara per la costruzione e gestione trentennale del nuovo ospedale della Spezia a cui ha partecipato una sola azienda. Natale ricorda che dopo il rinvio del settembre scorso “per generare maggiore interesse sul progetto” Toti aveva detto ” ‘Questa volta non c’è un solo partecipante alla gara proprio perché l’appalto è stato finalmente redatto nel modo più appropriato’. E ancora: ‘Avere più proposte differenti da confrontare e tra cui valutare la migliore si chiama buongoverno, significa fare gli interessi dei cittadini’. Bastano queste poche frasi per definire e descrivere i protagonisti di questa vicenda”. Natale aggiunge: “Sono sempre più preoccupato per la sanità spezzina. Toti e la sua giunta abbandonino la tracotanza con cui si sono posti fino ad oggi e facciano i conti con la realtà”. Critici sono anche il consigliere comunale spezzino di opposizione, Guido Melley e il consigliere regionale della Lista Sansa Roberto Centi. “La gara per la costruzione del nuovo ospedale del Felettino, bandita da Ire Spa, il braccio operativo della Regione, non parte certo sotto i migliori auspici. Toti e Peracchini ci hanno raccontato che non vi era altra soluzione se non quella di ricorrere al partenariato pubblico privato per la realizzazione del nuovo ospedale, un’operazione dai costi monstre con un quota del 30% di finanziamento a carico del privato costruttore, che poi Asl dovrà rimborsare – a tassi elevatissimi – nell’arco di un quarto di secolo. Abbiamo sempre contestato questa scelta voluta a tutti i costi da Toti nel timore che, dopo il flop del nuovo ospedale degli Erzelli a Genova, anche questa gara andasse deserta: una scelta che se confermata con l’aggiudicazione dei lavori, graverà sull’asfittico bilancio della nostra Asl. “Toti deve constatare che il mercato dei grandi costruttori non ripone fiducia nella scelta del partenariato pubblico privato così come è stato impostato. È pervenuta una sola ed unica offerta, esattamente come nel 2015 ai tempi della gara precedente portata avanti dalla Giunta Burlando ed aggiudicata al gruppo Pessina, con la differenza che questa volta i soldi in ballo erano molti di più ed avrebbero dovuto attirare l’interesse dei principali gruppi del settore italiani ed internazionali. Ma vi è di più. L’unica offerta è quella della Guerrato spa di Rovigo che dopo essere passata per procedure di concordato preventivo negli anni passati è tornata alla ribalta di recente per gravi contestazioni in ordine alla realizzazione del nuovo ospedale di Trento.

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